ADHD, disturbo da deficit di attenzione e iperattività

Il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) è caratterizzato da un insieme di sintomi relativi al comportamento che includono disattenzione, iperattività e impulsività. I segnali si manifestano solitamente in età precoce, diventando evidenti con l’ingresso nella scuola primaria e nella maggior parte dei casi si verifica un miglioramento con il progredire dell’età.

Cos’è l’ADHD?

L’ADHD rientra nella categoria dei Disturbi del Neurosviluppo, un gruppo di disturbi che iniziano a manifestarsi quando si è ancora bambini. È caratterizzato da livelli invalidanti di disattenzione, disorganizzazione e/o iperattività-impulsività e la sua presenza è stimata in circa il 5% dei bambini ed il 2,5% degli adulti. 

Per il disturbo da deficit dell’attenzione/iperattività non è nota alcuna causa specifica, tuttavia sono spesso presenti fattori genetici (ereditari). Alcuni altri fattori di rischio sono: nascita prematura (prima della 37° settimana di gravidanza), basso peso alla nascita (inferiore a 1500 grammi) ed esposizione ad alcol, tabacco o cocaina prima della nascita. L’ADHD è più comune tra i maschi rispetto alle femmine e può persistere fino all’età adulta, proprio per questo è definito un disturbo long-life.

Si differenziano tre sottotipi del disturbo: manifestazione con disattenzione predominante, manifestazione con iperattività-impulsività predominanti e manifestazione combinata. Si parla di ADHD con disattenzione predominante quando il problema centrale del bambino è proprio il deficit attentivo. I bambini appartenenti a questo sottotipo presentano minori problemi a livello comprortamentale e minore difficoltà nelle interazioni. Invece, si parla di ADHD con iperattività-impulsività predominanti quando il focus del disturbo risiede nel comportamento ipercinetico e nella mancanza di autoregolazione. Infine, la manifestazione combinata è caratterizzata da una combinazione dei sintomi delle due precedenti sottocategorie. 

disturbo da deficit di attenzione

Disturbo da deficit di attenzione/iperattività: i sintomi chiave

Le prime manifestazioni del disturbo avvengono in età precoce e causano uno stato di disagio e di incapacità superiore a quello tipico dei bambini della stessa età e livello di sviluppo. 

La disattenzione è una delle caratteristiche fondamentali del disturbo e sul piano comportamentale si manifesta come difficoltà a completare qualsiasi attività che richieda concentrazione, disorganizzazione e un’attenzione non diretta a ciò che si sta facendo. Questo sintomo diventa più preminente durante la scuola elementare.

Un’altra caratteristica importante è l’iperattività che si riferisce a un’eccessiva attività motoria, come il correre o il dimenarsi. Durante l’adolescenza questi comportamenti sono meno diffusi e possono essere limitati ad agitazione, impazienza e sensazioni di irrequietezza.

L’ultimo sintomo è l’impulsività che si evidenzia in azioni compiute senza valutarne le conseguenze e che possono essere dannose per l’individuo. Nell’età adulta, l’impulsività può rimanere problematica anche quando l’iperattività è diminuita. 

ADHD: la diagnosi e il trattamento

I sintomi chiave di questa condizione, affinché la diagnosi di ADHD possa essere formulata, devono essere presenti per almeno 6 mesi e, secondo il DSM, devono essere 6 o più dei 9 sintomi di disattenzione oppure 6 o più dei 9 sintomi di iperattività/impulsività. Un certo disagio causato dai sintomi deve essere presente in due o più ambienti e deve sussistere una chiara documentazione.

Il trattamento dell’ADHD prevede un intervento che combini interventi di tipo psicoterapeutico, psico-educativo e farmacologico. 

Per quanto riguarda i farmaci, quello più indicato dagli studi per il trattamento è il metilfenidato, insieme a difersi tipi di anfetamine. Questi permettono di mantenere i livelli di attenzione e di controllare impulsività e iperattività. Affinché i miglioramenti siano durevoli nel corso del tempo è necessario affiancare al trattamento farmacologico anche un percorso di tipo psicoterapeutico e psico-educativo per insegnare al bambino come gestire la rabbia e le tecniche non aggressive per la risoluzione dei conflitti, oltre ad aiutarlo a sviluppare al meglio le abilità sociali. 

Ovviamente l’intervento deve includere anche i genitori con un parent training, che li aiuti e incoraggi ad affrontare i sintomi dell’iperattività e li aiuti a comprendere come gestire i comportamenti problematici. 

Scuola e ADHD: come affrontarla al meglio 

La Legge 170/2010 dispone che le istituzioni scolastiche garantiscano agli studenti con ADHD una didattica individualizzata e personalizzata che preveda metodologie e strategie educative adeguate. 

Sono comunque presenti delle strategie per aiutare i bambini a mantenere l’attenzione e gestire la loro iperattività. Per quanto riguarda l’aspetto dell’attenzione, bisogna assicurarsi che non ci siano fonti di rumore che possano distrarlo, fornire delle consegne brevi e facili da comprendere, cambiare spesso il tono della voce, ricorrere a storie, video, gessi colorati ed evitare rimproveri. Per gestire l’iperattività, evitare lavori ripetitivi e particolarmente utili, dare delle piccole ricompense che permettano lo sfogo fisico dell’energia e dargli modo di uscire dalla classe, possono risultare molto utili.