Didattica a distanza: in cosa consiste e come realizzarla

articolo school4u

Distanza sociale, mascherine, quarantene da rispettare: l’attuale pandemia ha avuto un impatto molto forte sulle nostre vite e ci ha spinti a reinventarci completamente. In questo scenario, il mondo della scuola è stato improvvisamente catapultato nella dimensione della didattica a distanza (la DAD) e con esso anche le famiglie. Un enorme sforzo di innovazione che ha richiesto lo sviluppo di strumenti e di progetti nell’ambito dell’istruzione, dell’inclusione digitale e dello sviluppo territoriale e di comunità. 

Didattica a distanza: cos’è? 

Con didattica a distanza si intende una modalità di insegnamento che non prevede la compresenza fisica nello stesso luogo dei soggetti coinvolti, cioè alunni e docenti. Non si tratta della semplice riproduzione delle pratiche tradizionali con strumenti virtuali. Essa richiede un approccio innovativo che generi situazioni di apprendimento in cui lo studente possa sviluppare autonomamente competenze e conoscenze, senza perdere mai il contatto con il docente. 

La DAD può funzionare in vari modi, per esempio via radio, via modem o meglio ancora tramite internet. Le nuove tecnologie e i canali di comunicazione disponibili, infatti, sono divenuti ottimi alleati per ovviare alla distanza fisica e permettere agli studenti di vivere una dimensione molto più ampia e varia di una classe. 

La semplice trasmissione di materiali e compiti da svolgere senza una restituzione da parte dell’insegnate, non rientra nel concetto di didattica a distanza. Il chiarimento e il supporto del docente, infatti, sono sostanziali per il processo di apprendimento e non possono venire meno in questa dimensione. Gli studenti dovranno essere seguiti passo dopo passo dagli insegnati nell’ottica di una formazione continua e personalizzata

Naturalmente tutto ciò comporta un ripensamento dei ruoli di docenti e studenti. Il docente si trasforma in una specie di tutor che deve preparare il materiale, programmare le attività e valutare costantemente le attività svolte dallo studente. Inoltre, deve possedere adeguate competenze informatiche e una certa conoscenza dei modelli didattici innovativi. Lo studente, invece, deve diventare maggiormente responsabile della propria formazione proprio perché libero di decidere come e quando fruire dei materiali assegnati. 

didattica a distanza

Buone prassi della didattica a distanza

Nella DAD la dimensione spazio-temporale del processo di apprendimento cambia profondamente. È importante, quindi, ripensare l’approccio e superare le pratiche tradizionali. 

Le attività in collegamento diretto, come per esempio le videoconferenze, non dovranno essere continuative dato che la soglia di concentrazione degli alunni quando sono a casa si abbassa moltissimo. Per questo ci si può orientare su lezioni con una durata massima di 40 minuti inframezzate da pause per garantire il distacco dallo schermo.

Diversificare gli strumenti, non focalizzandosi solamente sulla videoconferenza, costituisce un valore aggiunto. Video, podcast e messaggi scritti, infatti, pur non prevedendo un contatto diretto con gli studenti, sono comunque molto efficaci per stimolare l’interesse del gruppo classe. 

Per quanto riguarda le attività asincrone, è buona pratica limitare il numero delle consegne. Una minor quantità di file da studiare e di esercizi da svolgere in quanto lo studente si trova ad apprendere in autonomia e senza la guida del docente. Per facilitare il lavoro sarebbe preferibile agganciarsi al libro di testo.

Valutazione degli studenti: criteri e modalità

Le pratiche per la valutazione devono essere ripensate, anche se attualmente una soluzione comune e predefinita ancora non c’è. Il dibattito è in corso e i docenti hanno espresso la necessità di dare valore al lavoro degli studenti, ai loro progressi, ma anche alle loro mancanze. 

Oltre a colloqui e verifiche orali in video-collegamento, prove scritte affidate agli studenti attraverso piattaforme virtuali e quindi a tutto ciò che riguarda le conoscenze sviluppate dall’alunno, alcuni spunti interessanti segnalano l’occasione di valorizzare le competenze. Lo smart learning, infatti, consente allo studente di apprendere in maggiore autonomia, di effettuare ricerche tematiche e reperire informazioni a cui in classe non riuscirebbe ad arrivare. 

Altro aspetto rilevante nella valutazione diventa necessariamente l’attestazione progressiva dei passi compiuti dagli alunni, anche avvalendosi dei continui feedback. In fase di scrutinio, la valutazione dovrà essere comprensiva di tutti gli elementi di giudizio raccolti e tenere conto dei progressi nell’apprendimento. 

In base a questa prospettiva, gli errori non vanno considerati come elementi da sanzionare, ma piuttosto da rilevare e segnalare all’alunno affinché si corregga e migliori il suo apprendimento. 

Scuola primaria e didattica a distanza: è possibile? 

Anche i piccoli stanno scoprendo la didattica a distanza. I bambini e gli adolescenti sono abituati a usare la tecnologia per comunicare e quindi le difficoltà che possono essere riscontrate sono legate agli aspetti relazionali.

Usare quando possibile i video (anche registrati), far sentire la voce dell’insegnante ed evitare di far fare ai bambini attività che potrebbero fare con carta e penna, è un’ottima soluzione. Inoltre, per la scuola primaria occorre ricercare un giusto equilibrio tra attività didattiche e momenti di pausa, in modo da evitare rischi legati a un’eccessiva permanenza davanti agli schermi. 

Anche i genitori si trovano davanti ad una situazione inedita e le attività dovrebbero consentire agli alunni di operare in autonomia in modo tale da ridurre al massimo oneri e incombenze a carico delle famiglie nello svolgimento dei compiti assegnati. Nonostante questo, però, controllare ogni tanto il modo in cui i bambini stanno usando il dispositivo affinché non si distraggano con funzioni non utili e prepararli in tempo per la lezione facendo mantenere loro uno stile di vita in linea con quanto facevano a scuola, è vivamente consigliato.