Tecniche di memorizzazione: un utile strumento di studio

tecniche di memorizzazione

A ogni età e in qualsiasi contesto potenziare la memoria significa utilizzare meglio la mente, saper reagire agli eventi della vita e mantenere allenato il cervello. 

Molto spesso, l’obiettivo di memorizzare, soprattutto se avviene in maniera meccanica, non funziona e rischia di naufragare facilmente. Il fine non è incamerare quante più nozioni possibili, bensì sapere come utilizzarle, conoscerle e trasformarle in conoscenza pratica. Per questo le tecniche di memorizzazione accorrono in nostro aiuto, proprio per accelerare il processo di apprendimento.

Le principali e più efficaci tecniche di memorizzazione 

Come già anticipato, per aumentare la capacità mnemonica esistono diversi strumenti che rientrano nel cappello delle mnemotecniche. Questi strumenti, se associati ad un metodo di studio, possono aiutare a ricordare informazioni in modo più semplice e veloce. Vediamo ora quali sono le principali tecniche applicabili nello studio.

Le mappe mentali

Sfruttano la creatività, la fantasia, le immagini e i colori per far entrare nella testa dei concetti. In sostanza si traducono informazioni complesse in immagini facilmente visualizzabili e memorizzabili

Al centro del foglio si raffigura il concetto base dal quale dipartiranno diversi rami che rappresentano le informazioni secondarie che vengono associate a parole chiave. Alcune informazioni secondarie saranno accompagnate da immagini che non devono per forza rappresentare il concetto, ma possono anche solo aiutare a revocarlo.

Le mappe mentali aiutano a memorizzare in modo sistematico e completo, partendo dalle informazioni generali fino a quelle più puntuali. 

La tecnica dei Loci di Cicerone 

La tecnica dei Loci risale all’oratoria. Cicerone, il più grande oratore della storia, ne faceva uso proprio per ricordare i suoi discorsi che duravano ore, senza seguire alcun appunto scritto. 

Parliamo di Loci, ovvero luoghi, proprio perché ciò che faceva Cicerone era immaginare un percorso e associare ad ogni “tappa” di questo un punto preciso dell’orazione che doveva memorizzare. Sceglieva una strada familiare, magari quella che percorreva ogni mattina, e andava a collegare agli oggetti, alle abitazioni o alle strutture (come ad esempio un pozzo o una scalinata) che vedeva ogni giorno e che quindi erano già esistenti nella sua memoria, dei concetti da esprimere. Gli era così possibile “fare avanti e indietro” tra gli argomenti del suo discorso, proprio come su un sentiero. 

La tecnica, quindi, consiste nel creare un palazzo della memoria dove lo spazio immaginario corrisponde a percorsi in grado di evocare passaggi utili.

Paradosso Azione Vivido: la tecnica P.A.V. 

Cosa significa Paradosso Azione Vivido (P.A.V.)? La P.A.V. ci ricorda che per memorizzare qualunque cosa dobbiamo prima trasformarla in un’immagine, dato che il nostro cervello funziona principalmente attraverso queste. Significa imparare ad usare immagini paradossali in grado di sfruttare i cinque sensi per creare un’azione in movimento.

Bisogna dunque dare vita ad un paradosso, cioè un’immagine che sia molto distante dalla realtà e che quindi risulterà più semplice da ricordare essendo assurda. Questa immagine dovrà contenere un’azione per stimolare meglio la memoria e la scena dipinta dovrà essere vivida (bisognerà coinvolgere tutti i sensi in modo tale da avere l’impressione di vivere la scena di persona). 

Tecniche di memorizzazione e lingue straniere 

Ma se invece di informazioni utili ci si trova a dover memorizzare la maggior quantità possibile di vocaboli? Basta associare immagini buffe e divertenti!

Il primo step di questa tecnica consiste nel creare un’immagine per il vocabolo in italiano. Se il vocabolo non ha un’immagine concreta, come ad esempio “ammortamento”, basterà utilizzare la fantasia. Il secondo step ruota attorno alla pronuncia del vocabolo in lingua straniera. Tutto quello che bisogna fare è dedicare tempo all’ascolto della corretta pronuncia e creare un’immagine della parola a partire da quel suono. Creando un’ulteriore immagine, le due potranno essere messe in relazione e memorizzate grazie alla tecnica P.A.V. citata nel punto precedente. 

Tecniche di memorizzazione e bambini: come aiutarli coinvolgendoli 

Per aiutare i bambini a memorizzare tabelline, filastrocche e poesie esistono diversi metodi. Per quanto riguarda i numeri si hanno due tecniche: the rhyme system e the shape system.

La prima tecnica, the rhyme system ci porta ad associare a ogni numero un’immagine che faccia rima (assonanza): per l’1 l’orso bruno, per il 2 il bue o per il 3 il re e così via. La seconda tecnica, invece, the shape systhem, collega al numero una forma associabile allo stesso: 1 una candela, 2 un cigno, 3 una molla…

Per quanto riguarda le parole, anche per i bambini è possibile ricorrere alle tecniche elencate precedentemente, i loci ciceroniani e la P.A.V. Accendere la fantasia come non mai, giocare, utilizzare l’ironia e apprendere attraverso le emozioni: integrare questi aspetti sarà sicuramente di aiuto e permetterà ai più piccoli di memorizzare meglio.

>>Leggi anche: Didattica a distanza: in cosa consiste e come realizzarla

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